lunedì 7 gennaio 2013

Luigi di Stefano: una laurea di prestigio contro la Repubblica dell'India


Nel luglio 2011 lo stato che occupa la penisola italiana ha deciso la creazione di unità militari destinate a scortare, su richiesta degli armatori, navi mercantili e passeggeri che attraversino zone a rischio pirateria.
Sei mesi dopo due fucilieri di marina di una di queste unità sono stati arrestati dalle autorità della Repubblica dell'India perché accusati dell'omicidio di due pescatori.
La Repubblica dell'India è una potenza economica consolidata e vieppiù in ulteriore ascesa, è una potenza nucleare, ha forze armate composte da due milioni di effettivi più altri due milioni di riservisti. Negli anni Ottanta varò un gigantesco piano di istruzione pubblica che doveva portare il paese a disporre nel nuovo millennio di più ingegneri e tecnici dell'Unione Sovietica allora presa come riferimento.
Oltre ad un declino economico logicamente inarrestabile e ad una presenza militare nell'Oceano Indiano pari ad un'ottantina di uomini in armi, lo stato che occupa la penisola italiana può vantare un altrettanto gigantesco piano di istruzione che lo ha portato ad avere più finti laureati di tutto il resto dell'Europa occidentale, preso come riferimento dai governi "occidentalisti" dell'epoca.
La politica "occidentalista" considera inaccettabile che la Repubblica dell'India si imponga al "paese" delle fettuccine al triplo burro, ed ha mobilitato in favore dei due fucilieri le proprie migliori risorse.
Il che significa che ha additato la Repubblica dell'India ai propri gazzettisti, affinché procedano secondo l'uso.
Denigrare la Repubblica dell'India può essere un problema perché è poco realista pensare di poter fotografare i calzini di un miliardo e duecento milioni di cittadini per postularne la malvagità; per assolvere ai propri compiti la "libera informazione" ha dovuto ripiegare su un'ondata di proteste causata -dicono- da alcuni episodi di stupro verificatasi appena in tempo per fornire il necessario materiale denigratorio.
Intanto che i sudditi venivano edotti sulla vita grama e sulle vessazioni che toccano in sorte alle sventurate indiane, qualche "occidentalista" si adoperava per difendere meglio che si poteva i fucilieri di marina, ovviamente curandosi più della propria visibilità mediatica che dell'evidenza dei fatti o della competenza necessaria ad intervenire in simili questioni.
Questo qualcuno si chiama Luigi di Stefano. Un altro qualcuno che si chiama Matteo Miavaldi e di cui abbiamo letto su Wu Ming ha valutato con un po' di cura la sua lunga controperizia. Su Wu Ming si legge di serissimi dubbi sulla sua validità, in un articolo in cui si trovano anche delle squisite considerazioni sulla stampa "occidentalista", sui metodi che le sono propri e sulla feccia capace soltanto di mangiare spaghetti che ne rappresenta il pubblico di riferimento.
Nella stessa sede sarebbe intervenuto commentando anche l'ingegner Luigi di Stefano, che è riuscito a peggiorare non di poco la propria posizione perché ha suscitato molta curiosità per il titolo accademico vantato.
Il sito cimea.it si occupa dei problemi inerenti il riconoscimento dei titoli accademici. La Adam Smith University in cui si è "laureato" in ingegneria Luigi di Stefano viene recensita in questi termini da Luca Lantero, in uno scritto intitolato "Fabbriche di titoli: indagine di campo".

Adam Smith University
Sedi: Usa, Liberia, Francia
Sito internet: http://www.adamsmith.edu
Questa istituzione è presente negli elenchi delle bogus institutions statunitensi e offre titoli di Associate, Bachelor, Master e Doctorate in diverse discipline. È stata fondata nel 1991 da Donald Grunewald che ne è tuttora il presidente. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha affrontato il caso della Adam Smith in alcuni sui provvedimenti, quando istituzioni operanti sul nostro territorio dichiaravano di rilasciare titoli di questa istituzione non riconosciuta. Troviamo altri collegamenti tra l’ASU e l’Italia all’interno dello stesso sito internet dell’istituzione: come contatto per il nostro paese e per San Marino viene segnalato l’European Institute of Technology, altro caso di istituzione non riconosciuta. L’Adam Smith University afferma di avericevuto un riconoscimento dalle autorità dello Stato della Liberia sin dal 2001 e che i titoli sono riconosciuti anche in Francia dove l’istituzione opera tramite la École Supérieure Universitaire Adam Smith: tali affermazioni sono state smentite dalle autorità dei due paesi. Nel sito internet dell’istituzione sono citati trenta paesi dove esistono sedi distaccate della Adam Smith: le cosiddette filiazioni indicate sono anch’esse prive di riconoscimento.

Il già citato blogger Mazzetta spiega che la Adam Smith University è stata fondata da un certo Donald Grunewald che
 la dirige da sempre dalla sua casa in Connecticut nonostante la sua sede in teoria si trovi al piano terra dell’ostello per ragazze del Methodist Compound di Monrovia, in Liberia. Negli Stati Uniti, riferibili a questa “Università” ci sono solo la casa di Grunewald e una casella postale, peraltro piazzata a Saipan, sulle isole Marianne. Difficile che Luigi di Stefano ne sia all’oscuro. A togliere ogni dubbio sulla qualità dei corsi ci ha pensato un’inchiesta del Chronicle of Higher Education, nel corso della quale uno dei suoi giornalisti terminò con profitto un corso annuale d’inglese in circa un’ora e un semestre in economia in 15 minuti.
Intanto che "ingegneri" come questo curano in modo sicuramente appropriato l'immagine e gli interessi dello stato che occupa la penisola italiana, ingegneri indiani senza virgolette stanno procedendo allo sviluppo di un caccia di quinta generazione.

5 commenti:

  1. Splendido pezzo! Non c'è che dire.

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  2. Sì, e capisco anche la tua famosa passione per aeroplani e aeroplanini vari. Però, io penso umilmente che, per far rimarcare la grande competenza degli ingegneri indiani avresti potuto trovare qualcosa di meglio di un caccia di "quinta" o di altra possibile generazione. A quanto mi risulta, i caccia non sono giocattolini per far vedere quanto son bravi gli ingegneri indiani, ma oggetti utilizzati (almeno in teoria, ma spesso anche nella pratica) per andare a cacciare, far guerre, ammazzare cristiani (musulmani, induisti...) e via discorrendo. Insomma, come dirti: gli ingegneri indiani saranno anche più bravi dei nostri e tutti quanti laureati per davvero, ma i loro "caccia" se li potrebbero anche ficcare su per il culo (assieme a tutti coloro che li progettano e realizzano in qualsiasi parte del mondo). A me piacerebbe parecchio che lo "stato che occupa la penisola italiana" smettesse di progettarli e fabbricarli. Piuttosto, quali utili opere di ingegneria civile stanno realizzando in India? Possibile che si debba ricorrere a un aereo militare di merda come tutti i militari e le loro cose di morte? Casomai, mi sembra che l'ondata di proteste suscitata dagli stupri sia una manifestazione di civiltà che da queste parti praticamente non esiste; dei caccia, della potenza nucleare e delle forze armate indiane m'importa una sega. Non è da quello che sono abituato a giudicare una nazione; perdonami ma sono meglio le fettuccine al triplo burro di una bomba atomica o di un aeroplano di merda. Saluti cari. Ultima cosa: i tuoi captcha sono illeggibili, se non vuoi farti commentare fai come me: togli i commenti.

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    1. I settori più attivi dell'"occidentalismo" hanno approfittato della questione per fare un po' di bellicismo a scottadito: l'articolo di Wu Ming mostra a questo proposito delle pubblicità di Boutique Pound dal contenuto eloquente.
      Non si vede quale altra risposta si possa dare, quale altro registro linguistico si dovrebbe utilizzare, per irridere gli ultimi epigoni di quello che potremmo definire "colonialismo con le pezze al culo".

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  3. PS. A proposito di India, ti allego una notizia che ritengo assai più interessante e degna di essere conosciuta. Protagonista è peraltro un ingegnere indiano, presumo laureatissimo.

    http://www.anarchaos.org/2012/12/rivolta-contadina-bruciati-vivi-due-padroni-di-piantagioni-in-india/

    da Libcom, trad Nexus e co

    Oltre 1.000 lavoratori del tè in India, nello stato di Assam, si sono riuniti fuori la casa del proprietario di piantagioni, come parte di un continuo conflitto di lavoro. Dopo i colpi sparati verso la casa del proprietario della piantagione, i lavoratori hanno circondato la casa e gli hanno dato fuoco. Il proprietario della piantagione, Mridul Bhattacharya, ha una storia di sfruttamento e omicidio di lavoratori alle spalle.

    Una lavoratrice del tè senza nome, ha riferito tali parole:

    "Siamo venuti tutti per attaccare il bungalow e gli abbiamo dato fuoco. Si meritava la morte, in quanto ci ha sfruttato per troppo tempo e torturato per le cose piccole"

    Un giornale locale ha riportato che la violenza è stata innescata dal proprietario della piantagione e sfruttatore Mridul Bhattacharya, ordinando a 10 lavoratori di lasciare le loro case, con effetto immediato, e la detenzione di diversi lavoratori da parte della polizia con accuse non meglio specificate. I lavoratori sostengono che Bhattacharya non aveva pagato i loro stipendi che erano previsti per dicembre, e tutte le altre questioni derivavano dal fatto che non pagassero lavoratori da parecchio tempo.

    Quando i lavoratori si sono rifiutati di lasciare le loro case (di proprietà della piantagione), li aveva fatti arrestare. Un lavoratore anonimo ha detto che:

    "Alcuni lavoratori hanno incontrato Bhattacharya Mercoledì mattina e hanno chiesto di far rilasciare gli operai arrestati. Egli, tuttavia, non li ha degnati di alcuna attenzione, e, anzi, ha minacciato i lavoratori di conseguenze disastrose. Questo ha fatto arrabbiare gli operai e hanno preso delle soluzioni drastiche"

    È stato riferito che Bhattacharya attuava pratiche simili anche in altre sue piantagioni. Due anni fa, durante un altro fatto contenzioso, Bhattacharya ha aperto il fuoco su una folla che protestavano contro un attacco ad una lavoratrice della piantagione.

    Un altro giornale locale ha descritto l'incidente che ha coinvolto Bhattacharya:

    "Bhattacharya, che possedeva anche il Rani Organic Tea Estate, otto km da qui, è stato indagato per l'omicidio di un quindicenne nel 2010. In seguito è stato rilasciato su cauzione.
    L'incidente del 2010 è avvenuto quando un gruppo di abitanti di un villaggio hanno inscenato una protesta di fronte alla sua casa, dopo aver sollevato obiezioni contro l'uso di una strada all'interno della tenuta Rani e aver molestato una donna. Bhattacharya ha aperto il fuoco contro i manifestanti, in cui il ragazzo, colpito da un proiettile, è morto.
    Bhattacharya, un ingegnere meccanico, era di Tezpur. Egli aveva lavorato per molti piantagioni di tè in Assam prima di vincere un contratto del valore di diversi milioni di rupie per la foratura e la posa delle condotte nello Stato nel 1980."

    La polizia è stata ampiamente utilizzata per far fallire i tentativi dei lavoratori di organizzarsi in India, in particolare nelle zone rurali, dove la corruzione della polizia è diffusa, e se si è in grado di fornire una grande bustarella, l'ispettore locale sarà dalla parte del compratore.

    La polizia locale e la vigilanza privata sono stati portati lì per mantenere l'ordine …… ma quello che è più importante, è per garantire che non vi sia alcuna perdita di produzione del tè.

    L'Assam produce circa il 55% della produzione annuale di tè in India, che si attesta, dati 2011, intorno a 988,32 milioni di chilogrammi (2,174 milioni di sterline), oltre ad essere lo Stato e la casa di più di 800 piantagioni di tè.

    Diversi altri attacchi sui capi della piantagioni di tè sono stati segnalati nel corso degli ultimi due anni, ed incidenti analoghi, in altri settori, stanno diventando sempre più comuni.

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    1. Un titolo di studio non garantisce affatto una condotta irreprensibile. Al limite, garantisce delle competenze. Ed è proprio sulle competenze che è centrato il post.

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